Classificazione degli APVR filtranti a pressione negativa a tenuta sul volto
Gli APVR, ovvero i Dispositivi di Protezione delle Vie Respiratorie, rappresentano una fondamentale linea di difesa per i lavoratori esposti a sostanze nocive, polveri e agenti patogeni. È essenziale conoscere le diverse tipologie di APVR a tenuta e come scegliere quello più adatto per ogni situazione. In questo articolo, esploreremo la classificazione degli APVR, con un focus particolare sui facciali filtranti, le semi maschere e le maschere pieno facciali.
Tipologie di APVR a Tenuta
Facciali Filtranti
I facciali filtranti rappresentano la tipologia più semplice e comune di APVR. Questi dispositivi sono progettati per filtrare l’aria inspirata, rimuovendo particelle solide e liquide presenti nell’atmosfera.
- Costruzione: Di solito sono realizzati in materiali leggeri e traspiranti. Alcuni modelli sono progettati per adattarsi meglio al viso, riducendo spazi vuoti che potrebbero compromettere la tenuta.
- Utilizzo: I facciali filtranti sono ideali per situazioni di bassa esposizione o per lavori che non richiedono un lungo utilizzo. Sono facili da indossare e rimuovere, rendendoli una scelta comoda e pratica.
- Classificazione: I respiratori FFP proteggono da inquinanti sotto forma di particolati come polvere, fumo e aerosol, ma sono anche cruciali in contesti come quelli sanitari, dove la protezione dalle particelle biologiche è fondamentale. Sono disponibili in tre livelli di protezione: FFP1, FFP2 e FFP3. Questi livelli sono conformi allo standard europeo EN 149:2001+A1:2009. I respiratori con livelli di protezione più elevata hanno una maggior capacità filtrante e possono quindi essere utilizzati per proteggersi da sostanze più dannose o in concentrazioni più elevate.
Facciali Filtranti FFP1
I respiratori FFP1 possono essere utilizzati in caso di contaminanti in concentrazioni fino a 4 volte superiori al livello di esposizione massimo in ambito lavorativo (TLV).
Proteggono da particelle non tossiche a base acquosa e oleosa, ma non da sostanze cancerogene e radioattive, agenti biologici di rischio gruppo 2 (rischio individuale moderato e limitato a livello collettivo) e 3 ( rischio individuale elevato e limitato a livello collettivo) ed enzimi dispersi nell’aria.
La massima perdita totale verso l’interno permessa per il livello FFP1 è del 22%. Un minimo pari all’80% degli agenti contaminanti presenti nell’aria deve essere filtrato.
Questo livello di protezione viene solitamente utilizzato in ambienti con bassi livelli di polveri non nocive per la salute.
Facciali Filtranti FFP2
I respiratori FFP2 possono essere utilizzati in caso di contaminanti in concentrazioni fino a 10 volte superiori al livello di esposizione massimo in ambito lavorativo (TLV).
Proteggono da particelle nocive a base acquosa e oleosa, ma non da sostanze cancerogene, particelle radioattive, agenti biologici di rischio 3 (rischio individuale elevato e limitato a livello collettivo) ed enzimi dispersi nell’aria.
La massima perdita totale verso l’interno permessa per il livello FFP2 è del 8%. Un minimo pari al 94% degli agenti contaminanti presenti nell’aria deve essere filtrato.
Esempi di utilizzo del livello FFP2 sono lavorazioni in presenza di legno (non quelli duri), metallo, materie plastiche (non PVC), nebbie oleose e altre sostanze.
Facciali Filtranti FFP3
I respiratori FFP3 possono essere utilizzati in caso di contaminanti in concentrazioni fino a 30 volte superiori al livello di esposizione massimo in ambito lavorativo (TLV).
Proteggono da particelle nocive e cancerogene a base acquosa e oleosa, da particelle radioattive, da agenti biologici categoria di rischio 2 (rischio individuale moderato e limitato a livello collettivo), 3 (rischio individuale elevato e limitato a livello collettivo) e da enzimi dispersi nell’aria. Per gli agenti biologici di categoria di rischio 4 la protezione è garantita solo nel caso di manipolazione deliberata di agenti biologici in laboratorio.
La massima perdita totale verso l’interno permessa per il livello FFP3 è del 2%. Un minimo pari al 99% degli agenti contaminanti presenti nell’aria deve essere filtrato.
Esempi di utilizzo del livello FFP3 sono lavorazioni in presenza di metalli pesanti, legni duri, polvere di pastiglie freni, sostanze radioattive e agenti patogeni (quali virus, batteri e spore di funghi), così come la saldatura di acciaio inox.
Semi Maschere
Le semi maschere offrono una protezione superiore rispetto ai facciali filtranti. Sono progettate per coprire il naso e la bocca, e a differenza dei facciali filtranti, possono avere filtri sostituibili.
- Costruzione: Generalmente realizzate in gomma o silicone, le semi maschere garantiscono una migliore adattabilità al viso dell’utente, assicurando così una maggiore tenuta.
- Utilizzo: Questi dispositivi sono indicati per attività che comportano esposizione a sostanze tossiche e richiedono una protezione più forte. Sono particolarmente utili nell’industria chimica, nella saldatura o in settori edili.
- Classificazione: Le semi maschere sono classificate secondo le norme EN 140 e EN 405, che stabiliscono i requisiti prestazionali e i metodi di prova per questi dispositivi di protezione delle vie respiratorie. Le semi maschere possono essere equipaggiate con filtri di diverso tipo specifici per il tipo di sostanza da cui ci si deve proteggere. Alcuni modelli possono adattarsi a diversi tipi di filtri, offrendo una flessibilità d’uso maggiore.
EN 140
La norma EN 140 riguarda le semi maschere e i quarti di maschera (se non copre il mento) con raccordo mono filtro o bi filtro. Questi dispositivi sono costituiti da:
- Un facciale generalmente in materiale polimerico che copre naso, bocca e mento.
- Una bardatura del capo con cinghie regolabili che ne garantiscono la tenuta sul volto1.
EN 405
La norma EN 405 specifica i requisiti per le semi maschere filtranti con valvole che incorporano filtri antigas o combinati. Questi dispositivi sono utilizzati come apparecchi di protezione delle vie respiratorie, ad eccezione di quelli destinati alla fuga.
Maschere Pieno Facciali
Le maschere pieno facciali rappresentano il grado massimo di protezione tra gli APVR. Questi dispositivi coprono completamente il viso e possono essere equipaggiate con filtri specifici per diversi tipi di sostanze chimiche e agenti patogeni fornendo una barriera sicura e versatile contro gas, vapori e particelle.
- Costruzione: Le maschere pieno facciali sono realizzate in materiali robusti e resistenti, progettati per garantire comfort anche dopo un utilizzo prolungato. Presentano una visiera in vetro o in materiale plastico resistente agli urti, che offre una visione chiara e ampia.
- Utilizzo: Ideali per ambienti ad alta esposizione, come laboratori chimici, centrali elettriche o in caso di emergenze chimiche. Grazie alla protezione oculare integrata, questi dispositivi sono particolarmente adatti per operazioni dove è fondamentale proteggere anche la vista.
- Classificazione: Le maschere intere (EN-136) sono distinte in tre classi, che forniscono lo stesso livello di protezione respiratoria ma presentano alcune differenze in funzione del tipo di applicazione
Classe 1
uso leggero, limitata protezione alla fiamma. La manutenzione può essere svolta dall’operatore a seguito di ispezione visiva.
Classe 2
uso generale, elevata protezione alla fiamma. La manutenzione deve essere svolta periodicamente (secondo le indicazioni del produttore) da un’officina autorizzata su banco di prova.
Classe 3
uso speciale, elevata protezione alla fiamma e al calore radiante (la normativa consente solo l’utilizzo di questa classe di dispositivo per l’antincendio). La manutenzione deve essere svolta periodicamente (secondo le indicazioni del produttore) da un’officina autorizzata su banco di prova.
Scegliere l’APVR Giusto
La scelta del corretto APVR dipende da vari fattori:
Tipo di esposizione: Identificare quali sostanze nocive potrebbero essere presenti nell’ambiente di lavoro è cruciale per la selezione dell’APVR.
Durata dell’utilizzo: Per utilizzi prolungati, come ad esempio in operazioni di saldatura, potrebbero essere più adatte le semi maschere o le maschere a pieno facciale.
Conformità normativa: Assicurarsi che l’APVR scelto sia conforme alle normative europee e che sia stato testato tramite i fit test necessari.
Conclusione
La sicurezza sul lavoro è una priorità assoluta e la selezione adeguata degli APVR può fare davvero la differenza. Che si tratti di facciali filtranti, semi maschere o maschere a pieno facciale, ognuno di questi dispositivi ha la sua funzionalità specifica e situazioni d’uso.
Investire nella giusta protezione è fondamentale non solo per rispettare le normative, ma anche per garantire il benessere dei lavoratori. Se hai dubbi sulla scelta dell’APVR più adatto per le tue esigenze, contattaci, siamo qui per offrirti supporto e assistenza nell’esecuzione dei fit test e nella selezione del dispositivo più adeguato. La tua sicurezza è la nostra missione!







